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Viaggi in gravidanza, allattamento e bambini piccoli

Andare in vacanza o trasferirsi per le ferie è un momento attesissimo, ma quando ci si trova in "condizioni speciali" come durante la gravidanza o nei primi mesi di vita del bambino è fondamentale organizzare lo spostamento e il soggiorno con le giuste precauzioni. Per vivere questo periodo in tranquillità, è importante conoscere come gestire i mezzi di trasporto, l'esposizione al sole, l'altitudine e la nutrizione in totale sicurezza.


Come viaggiare in gravidanza e la scelta del mezzo di trasporto

La gestione del viaggio e dei trasferimenti varia notevolmente a seconda del mezzo utilizzato. L'autovettura rappresenta uno dei mezzi migliori per andare in vacanza, poiché risulta comoda e permette di prevedere diverse pause. Ogni volta che si ha la necessità di urinare o si avvertono le gambe pesanti, è fondamentale fermarsi per fare una camminata e sgranchirsi. L'ideale sarebbe uscire dall'autostrada e sostare in spazi verdi, ma in alternativa ci si può fermare nelle aree di sosta autostradali, dove tuttavia le possibilità di camminare sono più ridotte.

Per quanto riguarda i viaggi in aereo, occorre fare molta attenzione a diversi fattori. Innanzitutto si prevedono spesso lunghe attese in luoghi affollati come le sale d'attesa degli aeroporti. Inoltre, il passaggio attraverso il metal detector potrebbe irradiare la gravida e il bambino con potenti campi elettromagnetici. Infine, nei viaggi aerei lunghi, la pressurizzazione interna dell'abitacolo si trova ad un'altitudine elevata, anche oltre i 2000 metri,e questa condizione potrebbe comportare l'avvio di contrazioni dell'utero gravido a causa di un'eccessiva espansione del suo contenuto. Lo stesso fenomeno può avvenire se ci si reca   in montagna in macchina ad altitudini superiori ai 1000 metri, avete mai viaggiato in macchina con una bottiglia di plastica mezza piena d’acqua? Se si raggiunge un’altitudine oltre i 1500-1600 ,metri questa bottiglietta risulterà molto espansa e sotto pressione, la stessa situazione può succedere all'utero. Per questo bisogna permettere alla gravida di acclimatarsi per circa 6-8 ore ad un’altitudine di 800-1000 ,metri per poi proseguire ad altitudini più alte di 1500-1600 metri.

Spostarsi con altri mezzi, come la nave o il treno, dipende principalmente dalla lunghezza del percorso e spesso richiede specifiche certificazioni. È sempre bene che la gravida si informi prima di intraprendere il viaggio o di recarsi all'imbarco di una motonave, così da verificare se sia necessario richiedere un certificato al proprio ginecologo entro pochi giorni dalla partenza.


Attenzioni e alimentazione durante il soggiorno in gravidanza

Una volta raggiunta la meta della vacanza, è necessario mantenere alcune attenzioni quotidiane. È importante non esporsi a temperature estreme e preferire le camminate nelle ore più fresche. Se la destinazione è il mare, è molto utile camminare sulla battigia o nel bagnasciuga per favorire lo sgonfiamento delle caviglie.

Anche l'alimentazione fuori casa richiede cautela. Quando ci si trova in vacanza, ad esempio in hotel o al ristorante, occorre prestare molta attenzione alla possibilità di contrarre infezioni alimentari come la toxoplasmosi. Questo rischio si presenta qualora cibi come l'insalata o il prezzemolo non siano stati lavati bene. Per approfondire questo tema, vi ricordiamo di fare riferimento al nostro precedente video sulle nostre pagine di Instagram e Facebook dedicato alle sicurezze alimentari.


In vacanza durante l'allattamento e con i neonati

Se ci si trova nella fase dell'allattamento valgono più o meno le stesse accortezze della gravidanza, ma con un'attenzione specifica riservata alla tutela del cucciolo. Il neonato non deve assolutamente essere esposto ad alte temperature e la luce diretta del sole è consentita solo nelle ore in cui non è estremamente forte. Per quanto riguarda le creme solari, queste possono essere usate, ma dovrebbero essere scelte con attenzione cercando di evitare elementi tossici, come spiegato nel nostro post precedente dedicato all'argomento.

Se il neonato viene allattato esclusivamente al seno, di norma non ha bisogno di altre fonti di idratazione. Tuttavia, l'eccessivo calore determina un aumento della sudorazione anche nei neonati. Se notiamo che il piccolo è estremamente sudato, anche se si è attaccato al seno da poco, non è vietato offrirgli da bere una fonte esterna di idratazione.


E quando il bambino cresce?

Man mano che il bambino cresce e non viene più allattato, le cose diventano un po' più facili e la gestione delle vacanze si semplifica sia per i genitori che per il piccolo. Tuttavia, le attenzioni nei confronti dell'eccessivo calore e l'importanza di garantire una sana alimentazione dovrebbe valere sempre, specialmente quando il bambino ha un'età inferiore ai 2-3 anni.


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