Per saperne di più

La riabilitazione perineale

 Ri-abilitare è un termine che significa semplicemente restituire un’abilità, che si presume perduta, ma che si può ritrovare. Riabilitare il perineo vuol dire permettere alla donna di controllare quel “luogo di passaggio” intimamente legato all’essere femminile.

Oggi, la riabilitazione perineale è insegnata nei corsi pre-parto per facilitare il travaglio del parto e nel post-parto per una ripresa migliore, ma anche durante la menopausa per affrontare meglio questa delicata fase di passaggio e di trasformazione della vita della donna, soprattutto quando è presente un generale indebolimento dei tessuti vaginali, anche legato all’età che avanza.La riabilitazione perineale si avvale di una serie di tecniche finalizzate a migliorare la contrattilità (forza) e la tonicità (resistenza) della muscolatura del pavimento pelvico.

L’obiettivo è il miglioramento delle funzioni perineali, così da consentire al pavimento pelvico di espletare correttamente le sue funzioni di sfintere e di sostegno.

In condizioni di normalità, l’attivazione di questa muscolatura è deputata a:

a) garantire una continenza urinaria e fecale adeguata;

b) mantenere una qualità di vita sessuale soddisfacente, in termini di sensibilità vaginale e sensazione orgasmica;

c) prevenire un prolasso genitale.

Le principali tecniche riabilitative sono rappresentate dalla chinesiterapia, dal biofeedback e dall’elettrostimolazione funzionale.

La chinesiterapia perineale:

La chinesiterapia consiste in una serie di esercizi di contrazione e di rilasciamento della muscolatura, diretti a ripristinare il controllo da parte della donna.

Un programma di chinesiterapia perineale prevede tre fasi sequenziali:

a) riconoscere i muscoli del perineo;

b) allenare i muscoli del perineo;

c) usare i muscoli del perineo.

Prima di iniziare gli esercizi perineali è indispensabile una fase preliminare di esercizi di rilassamento generale, di concentrazione e di respirazione diaframmatici.

a) Riconoscere i muscoli perineali

In questa prima fase è importante imparare a riconoscere e percepire i muscoli perineali, ed eseguire la contrazione corretta, senza coinvolgerne altri e senza modificare la respirazione.

b) Allenare i muscoli perineali

Nella seconda fase inizia il miglioramento della forza e della resistenza della zona, con diverse serie di esercizi, in diverse posizioni. Il numero degli esercizi cambia in base alla percezione della donna, dell’allenamento dei muscoli perineali e della disfunzione presente, aumentandoli gradualmente.

c) Usare i muscoli perineali

Una volta acquistata la capacità di contrarre i muscoli del perineo correttamente, rendendoli forti e resistenti, il passaggio successivo è di poter usare questa nuova capacità durante gli sforzi compiuti nella vita di ogni giorno. Per esempio prima di tossire, di sollevare o spostare un peso, di saltare in palestra, di scendere le scale.

La chinesiterapia pelvi-perineale, eseguita da una ostetrica,

ha un ruolo particolarmente importante tramite:

il rinforzo dell’azione di supporto del pavimento pelvico e della motricità volontaria sfintero-perineale; il miglioramento della tonicità vaginale e dell’elasticità tissutale;

lo sviluppo dell’attività riflessa sfintero-perineale in occasione di bruschi aumenti pressori intra-addominali.

Tale programma chinesiterapico prevede:

  • presa di coscienza della muscolatura perineale con eliminazione di ogni co-contrazione muscolare sinergica all’attività perineale (agonista e antagonista);

  • esercizi di rinforzo muscolare perineale selettivo;

  • training volto all’automatizzazione dell’attività perineale durante gli atti della vita quotidiana.

L’indicazione principale alla chinesiterapia è rappresentata dall’insufficienza perineale pura o associata all’incontinenza urinaria e/o al prolasso genitale.

Il biofeedback perineale (non presente nel nostro studio)

Il biofeedback è una ginnastica che aiuta a riconoscere e a contrarre correttamente la muscolatura del pavimento pelvico. Il biofeedback prevede gli stessi esercizi di contrazione perineale, ma si avvale di un computer, che trasforma l’attività muscolare, rilevata con una sonda vaginale o anale, in segnali visivi e sonori.

Sul monitor la donna vede il grafico del proprio lavoro muscolare, poiché a ogni contrazione corrisponde un tracciato, che ne indica l’intensità e la durata, mentre un secondo grafico avverte se sta utilizzando i muscoli non corretti.

Esso è indicato in condizioni cliniche, associate all’incontinenza urinaria femminile, e precisamente in caso di:

  • deficitaria presa di coscienza della muscolatura perineale;

  • presenza di co-contrazioni sinergiche agoniste e/o antagoniste;

  • inversione del comando perineale;

  • ipovalidità perineale.

L’elettrostimolazione perineale

L’elettrostimolazione perineale è una stimolazione passiva che, oltre a favorire la presa di coscienza, stimola i muscoli del pavimento pelvico. È praticata mediante una sonda vaginale o anale munita di elettrodi superficiali, che conducono una corrente elettrica continua assolutamente indolore. Tale sonda emette impulsi elettrici di intensità modulata sulla singola donna e sotto il diretto controllo del terapista.

L’elettrostimolazione può alleviare l’eventuale dolore delle cicatrici da episiotomia durante i rapporti sessuali: la cicatrice è toccata da un puntale attraverso il quale passa corrente continua antalgica, che toglie il dolore e rilascia questo tratto

muscolare, dando così la possibilità di una normale ripresa dei rapporti sessuali.

La stimolazione elettrica funzionale è di largo impiego nel trattamento dell’incontinenza urinaria femminile. Gli studi sperimentali e clinici hanno appurato come la stimolazione elettrica funzionale intravaginale eserciti effetti positivi sia sui meccanismi di chiusura uretrale che sull’inibizione detrusoriale.

Le tecniche strumentali per rinforzare il pavimento pelvico sono il biofeedback e l’elettrostimolazione, procedure che si eseguono in ambulatorio. Esistono anche apparecchi portatili, per proseguire e completare a domicilio il trattamento intrapreso in sede ambulatoriale.

Una parte rilevante del trattamento concerne l’utilizzo dei “coni vaginali” nelle disfunzioni perineali quale aiuto utile alla donna per perfezionare “ a domicilio” il trattamento riabilitativo intensivo od indispensabile per un auto-trattamento, con l’obiettivo di rinforzare la propriocettività perineale e seguire nel tempo l’evoluzione del rinforzo muscolare.

I Coni Vaginali

I coni vaginali sono dei pesi, simili a tamponi vaginali, uguali tra loro per forma e grandezza, ma di peso crescente. Costituiti da materiale plastico con l’interno di metallo; i coni sono forniti alla base di un filo di plastica medicale per una facile rimozione dalla vagina.

Attualmente il sistema di coni vaginali più utilizzato è composto da una serie di 5 coni numerati da 1 a 5, in base al peso crescente (da 20 a 70 g).

I coni vaginali sono in grado di effettuare una riabilitazione perineale completa, che inizia con la valutazione dello stato funzionale dei muscoli (forza e resistenza) e termina con il rafforzamento delle capacità funzionali dei muscoli (contrattilità e tonicità) del pavimento pelvico.

I coni vaginali sono un’opzione terapeutica indicata nei casi di insufficienza muscolare del pavimento pelvico come:

a) l’incontinenza urinaria e fecale femminile;

b) le disfunzioni sessuali “organiche”, come rapporti dolorosi e difficoltà al raggiungimento dell’orgasmo, indicazione basata sull’importanza dell’elasticità del pavimento pelvico nella stimolazione sessuale femminile;

c) il prolasso dell’utero lieve-medio e di altri organi pelvici, vescica e retto.

In particolare, i coni possono essere utilizzati dopo il parto, durante la menopausa e dopo interventi chirurgici della regione pelvica: situazioni in cui è possibile un’insufficienza del pavimento pelvico.

L’uso dei coni è semplice e, con un allenamento adeguato e costante, entro poche settimane è constatabile una riduzione dei disturbi del pavimento pelvico e in molti casi, sono evitati interventi chirurgici correttivi.

Il principio di funzionamento è semplice, il cono, introdotto in vagina dalla donna, tende a scivolare verso il basso per la forza di gravità. La sensazione di perdita del cono e il conseguente tentativo di trattenerlo in vagina inducono una contrazione dei muscoli del pavimento pelvico attorno al cono stesso per mantenerlo in sede, questa contrazione rinforza i muscoli del pavimento pelvico.

I coni vaginali sono riutilizzabili, possono durare per tutta la vita e sono strettamente personali: non vanno prestati, per es. per il rischio di infezioni vaginali.

La semplicità di esecuzione degli esercizi e l’assenza di effetti collaterali permettono a tutte le donne collaboranti e motivate di

raggiungere una migliore qualità di vita.