
Nel 2007 è stato registrato e reso disponibile anche in Italia un nuovo vaccino che previene il cancro al collo dell’utero e altre patologie correlate all’infezione da Papillomavirus umano (HPV).
- Cos’è il cancro del collo dell’utero?
Il cancro del collo dell’utero (in termini medici “carcinoma della cervice uterina”) si forma nel punto in cui l’utero sfocia nella vagina (orifizio uterino).Le cellule del tumore dapprima si moltiplicano nella cervice; in seguito possono infiltrare i legamenti che sostengono l’utero e diffondersi poi nell’intero utero. Negli stadi avanzati il cancro invade gli organi adiacenti, come la vescica o il retto, e può sviluppare metastasi in organi più lontani, per esempio nei linfonodi o nei polmoni.
- Quanto è frequente il cancro del collo dell’utero?
Ogni giorno in Italia muoiono cinque donne a cusa del tumore al collo dell’utero; se ne ammalano infatti ogni anno circa 3,500 e di queste ne muoiono circa 1,700. Quasi la metà delle pazienti ha meno di 50 anni. Nei paesi industrializzati l’incidenza è nettamente diminuita negli ultimi decenni e questo grazie alla miglior igiene e alle misure di diagnosi precoce (pap test). Per contro, nei paesi in via di sviluppo, il cancro del collo dell’utero si presenta con maggiore frequenza e il decorso della malattia è più spesso letale. A livello mondiale, il cancro della cervice uterina è il secondo tumore più diffuso nelle donne.
- Quali sono le cause del cancro del collo dell’utero?
L’Organizzazione mondiale della sanità riconduce quasi tutti i casi di cancro del collo dell’utero all’infezione da Papillomavirus umano (HPV), ritenendola “causa necessaria” per lo sviluppo di questa neoplasia. Si conoscono oltre cento tipi di HPV; per distinguerli, a ognuno è stato assegnato un numero. Dei cento tipi di HPV, circa quindici sono cancerogeni. Quelli più frequenti sono l’ HPV 16 e l’ HPV 18: si riscontrano in circa il 70% delle donne affette da cancro del collo dell’utero. Vi sono tuttavia altri tipi di HPV che possono causare il cancro (minore prevalenza). La via di trasmissione degli HPV è il contatto genitale: non sono quindi necessari rapporti completi per trasmettere il virus e il preservativo non è in grado di garantire la protezione completa dall’infezione: Si presume che circa l’80% delle donne e delle donne attivi sessualmente vengano contagiati almeno una volta nella vita dall’HPV. Di solito l’infezione guarisce senza conseguenze, diventando cronica solo nel 2-3 % dei casi. Ciò significa che i virus si annidano nelle cellule della cervice uterina e stimolano la divisione cellulare. Il rischio della donna colpita di sviluppare una pre -cancerosi (lesione che precorre il tumore) o un cancro del collo dell’utero è quindi più elevato. Un altro fattore di rischio per sviluppare il cancro al collo dell’utero è il fumo.
- Quali misure esistono per la prevenzione e la diagnosi precoce ?
Il cancro del collo dell’utero è uno dei pochi tumori individuabili e trattabili precocemente, perciò è importante che le donne si sottopongano regolarmente alle visite ginecologiche ed effettuino il pap-test. Il ginecologo preleva con una spatola delle cellule dall’orifizio e dalla cervice uterina, che vengono esaminate in vista di alterazioni maligne. In questo modo è possibile scoprire stadi precursori del cancro che in genere possono essere curati senza ricorrere a terapie aggressive. Finora le possibilità di prevenire questo cancro erano limitate. Oltre al pap – test , misure quali una buona igiene intima, l’uso di preservativi e la rinuncia al fumo possono abbassare, ma non eliminare, il rischio di svilupparlo. Recentemente, in tutto il mondo, sono stati presentati due vaccini in grado di impedire l’infezione da determinati tipi di HPV.
- Da cosa protegge la vaccinazione contro le infezioni da HPV (vaccini anti HPV) ?
Il vaccino utilizzato presso la Doctors & Doulas è il vaccino quadrivalente Gardasil. Protegge dai tipi 16 e 18 del virus HPV, che cusano il 70 % dei casi di cancro al collo dell’utero, e dai tipi 6 e 11 che causano il 90 % dei condilomi (verruche genitali). Sul mercato è presente anche un vaccino bivalente che protegge soltanto dal contagio con i tipi 16 e 18.
Il nostro centro ha scelto il primo vaccino proprio per garantire la massima copertura possibile alle Pazienti. Grazie ad una vaccinazione contro l’ HPV il rischio di ammalarsi diminuisce notevolmente. Per le donne già sessualmente attive potrebbe essere utile, prima della vaccinazione, l’esecuzione di un “DNA test” (tampone) per l’ HPV; ulteriori dettagli saranno forniti dal ginecologo di fiducia o dal medico referente del servizio presso la Doctors & Doulas.
- Da cosa NON protegge il vaccino anti HPV ?
Spesso la vaccinazione contro l’ HPV viene definita vaccinazione contro il cancro o antitumorale. E’ una definizione scorretta, perchè può suscitare l’impressione che il vaccino HPV elimini del tutto il rischio di cancro o che possa addirittura curarlo. Queste due affermazioni non sono appropriate. Il vaccino non protegge direttamente dal cancro, ma dall’infezione provocata da due agenti patogeni (HPV 16 e 18) che possono eventualmente provocare lesioni a alto rischio e cancro. Nel caso del vaccino quadrivalente inoltre, la protezione risulta estesa anche a quelle infezioni causate da altri due tipi (HPV 6 e 11) responsabili di verruche genitali e lesioni di basso rischio. Il vaccino anti HPV inoltre non protegge dal contagio con altri tipi di HPV non contenuti nello stesso, potenzialmente cancerogeni. Per questa ragione una donna vaccinata contro l’ HPV può ancora ammalarsi di cancro del collo dell’utero. Resta quindi fondamentale continuare il programma di screening (prevenzione secondaria attraverso esecuzione di pap test) anche successivamente alla vaccinazione. Se una donna è già stata contagiata da HPV 16 o 18 prima della vaccinazione il suo rischio di contrarre un cancro della cervice uterina da quei genotipi non si riduce. In una donna con precancerosi o cancro della cervice accertati prima della vaccinazione, il vaccino non avrà alcun influsso sulla malattia. Il rischio di sviluppare un cancro al collo dell’utero nelle donne vaccinate è tuttavia minore rispetto alle altre (HPV 16, 18, 6 e 11).
- Chi dovrebbe farsi vaccinare ?
Il vaccino Gardasil è stato registrato per la vaccinazione di ragazze e giovani donne di età compresa tra i 9 e i 26 anni. Gli specialisti di vaccinazioni sono dell’avviso che dovrebbero essere vaccinate tutte le ragazze di età compresa tra gli 11 e i 12 anni, ossia prima che inizino ad avere rapporti sessuali. Non appena una ragazza diventa sessualmente attiva, corre infatti il rischio di infettarsi con l’ HPV. Per le donne di età superiore ai 26 anni si rimanda ad un colloquio con il proprio ginecologo di fiducia o con il medico referente del servizio presso il nostro centro. Le indicazioni del vaccino sono anche per i maschi tra i 9 e i 15 anni; infatti, anche se i maschi non si ammalano di cancro del collo dell’utero, gli uomini contagiati da HPV possono trasmettere il virus alle loro partners e metterle in pericolo.
- Quanto dura la protezione del vaccino ?
Studi clinici di follow-up mostrano che la protezione dura oltre cinque anni (Villa et all.- Br J Canc 2006; 95; 1459- 1466) con persistenza della memoria immunitaria di lunga durata (Villa et all.- Vaccine 2006; 24; 5571- 5583). Pur non esistendo certezza su questo punto, in quanto le prime vaccinazioni contro l’ HPV sono iniziate nell’ambito di studi clinici circa cinque anni fa, nella maggior parte delle persone vaccinate a quel tempo la protezione del vaccino è tuttora attiva. Sarà compito di studi successivi monitorare la protezione a lungo termine e definire se dovrà essere impiegata una dose di richiamo in futuro.
- Le donne vaccinate contro l’ HPV possono rinunciare allo striscio oncologico dal ginecologo (Pap Test) ?
No. Anche le donne vaccinate devono sottoporsi regolarmente allo striscio oncologico dal ginecologo. Il vaccino anti HPV protegge dai tipi di HPV 16 e 18 (alto rischio), ma non dagli altri tipi cancerogeni.
Tutte le donne, anche quelle vaccinate, devono farsi consigliare dal medico per quanto riguarda gli intervalli di tempo tra gli strisci di controllo. Se una donna non presenta fattori di rischio particolari e se per due volte di seguito lo striscio della cervice uterina è risultato normale, di regola è sufficiente ripetere l’ esame ogni tre anni.
- Come è organizzata e quanto costa la vaccinazione anti HPV ?
Il ciclo vaccinale completo è composto di tre dosi da inoculare per via intramuscolare nel deltoide, da parte di personale sanitario abilitato, a tempo 0, 2 mesi e 6 mesi. Il ciclo completo di vaccinazioni con Gardasil (tre dosi), comprensivo di assistenza e counselling medico, costa presso la Doctors & Doulas € 540,00, suddiviso in tre pagamenti da € 180,00 cad.
